L'eco della vita


-Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…
All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò:
-AAAhhhhhhhhhhh!!!-
Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :
-AAAhhhhhhhhhhh!!!-
Con curiosità, egli chiese:
-Chi sei tu?-
E ricevette la risposta: 
-Chi sei tu?-
Dopo il ragazzino urlò:
-Io ti sento! Chi sei?-
E la voce rispose: 
-Io ti sento! Chi sei?-
Infuriato da quella risposta egli urlò: 
-Codardo-
E ricevette la risposta:
-Codardo!-
Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese:
-Papà, che succede?-
Il padre gli sorrise e rispose:
-Figlio mio, ora stai attento:-
E dopo l’uomo gridò: 
-Tu sei un campione!-
La voce rispose: 
-Tu sei un campione!-
Il figlio era sorpreso ma non capiva.
Allora il padre gli spiegò: 
-La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA.
La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.
La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore;Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.La nostra Vita non è un insieme di coincidenze,è lo specchio di noi stessi!-

Debitocrazia

DALLA PAURA DELL'INFLAZIONE ALLA CERTEZZA DELL'ESPROPRIO
Il picciotto và nel negozio e dice al negoziante: "si tu nu vo' aviri prublemi t'asicurari cu nuatri e viri ca nun ti succeri nenti"; il negoziante: io non ho bisogno di nessuna assicurazione, tre giorni dopo il negozio va a fuoco. Dopo un mese il negozio riapre e torna il picciotto: "u viri che hai bisogniu di nuatri" "assicurati e nun ti succeri chiù nenti". Il negoziante a questo punto cede e comincia a pagare la protezione (da chi?). Mentre le LOBBIES preparavano il nuovo giocattolo "euro" (macchina scientifica per sottrarre e trasferire valore e ricchezza, in maniera "legale", da chi la produce a chi emette semplicemente denaro; tale macchina era già perfettamente funzionante negli stati uniti, si chiama dollaro) si faceva pressione su vari stati europei (con la scusa dell'unificazione dei popoli). In particolare sull'Italia una delle più ricche in assoluto (oro, arte, industrie, ecc e soprattutto un popolo molto suddito che crede a tutto). Cara Italia, non poi andare avanti con la lira, perché è soggetta a forti svalutazioni, e poi dovete far in modo che la emissione monetaria sia sganciata dalla politica "loro" (e dico "loro") pensano solo a mangiare. La resistenza dei politici che ancora avevano un po' di dignità fu: ...no e assolutamente no, non dovrà succedere. La pressione continuava, nel frattempo alcune "pedine" si inserivano al posto giusto (per esempio Ministero del Tesoro).Le pressioni aumentavano, ed il progetto della *"macchina debito europea"* non poteva più attendere. L'Italia, sia per posizione strategica, sia per il carattere degli italiani (fondamentalmente semplici pastori e agricoltori che non avrebbero mai capito cosa stava succedendo, infatti non lo hanno ancora capito) era fondamentale per la riuscita del gioco. Un noto economista viene chiamato da Giulio Andreotti per esprimere il suo parere di cosa sarebbe successo se si fosse entrati nell'euro. Fu detto: il debito pubblico crescerà inverosimilmente e dopo un po' l'Italia non potrà più pagare e sarà la rovina. A questo punto nel 1992, poiché l'Italia era testarda, casualmente ci fu un attacco speculativo di Soros alla lira e l' Italia rischiò il default, uscì dal mercato per un periodo, ci fu un prelievo forzoso di Giuliano Amato sui conti correnti, ecc. A quel punto gli italiani "erano cotti" a puntino e non potevano più che non accettare "la protezione dell'euro". Cosi la strada dell'assicurazione di una moneta forte (ma per chi?) fu presa, e tutti felici di essere in Europa ed avere l'euro (ancora oggi molti italiani sono convinti che sia stata una cosa buona). La programmazione mediatica delle menti fu talmente forte, da fare spavento. Sicuramente ci siamo tolti (per loro) il rischio di inflazione, e sia!!! "ma era solo un rischio", ma siamo finiti nella certezza dell'esproprio della proprietà pubblica e privata. Non si può più vivere in pace oggi, un bambino appena nasce, dovrà obbligatoriamente mantenere (debito di cittadinanza) banchieri, politici, sindacati, giornali (ecc) e tutto questo per fargli credere, mentre cresce, che è libero ed in democrazia. Certo che siamo stati proprio bravi a costruirci la nostra schiavitù. La cosa bella è che non comprendiamo più la realtà vera perché abbiamo dimenticato come la si legge, ma crediamo solo alla rappresentazione mediatica che ci danno. Dobbiamo tutti dimetterci da cittadini italiani, riconsegnare la carte di identità, in quanto lo stato non ci considera più cittadini, ma solo schiavi da codice fiscale e ci controlla ogni euro che spendiamo (moneta elettronica futura). Tutti barboni dovremmo essere, il comunismo ti toglieva la casa direttamente, il capitalismo la toglie indirettamente. Come gli islandesi, dovremmo fare la costituente per una nuova Italia. Purtroppo ancora troppi addormentati , riusciranno 45 miliardi da restituire a svegliarci?

Documentario

Buon venti dodici!

Il natale è passato da qualche giorno e fra qualche ora inizierà il nuovo anno.Questo è il periodo dei resoconti dell'anno appena trascorso e delle speranze per quello che verrà.In queste ultime ore mi domando che senso ha festeggiare il nuovo anno? Un rito che si ripete ogni capodanno con brindisi,auguri,balli,canti,fuochi d'artificio ma in onore di cosa? Vivo in un paese dove tutto cambia perchè tutto rimanga uguale a prima,quindi cosa mi aspetto dal nuovo anno? Un'altra considerazione che voglio fare in quest'ultimo periodo dell'anno e che sicuramente mi porterò dietro anche per l'anno nuovo:Dopo il cambio non proprio chiaro del governo e tutte le vicende connesse che non voglio elencare,sul web si inizia a dire che la democrazia è stata sospesa,ed i politici furbacchioni hanno ripreso subito lo spunto,peccato che una cosa per essere sospesa bisogna che sia attiva,quindi,come si è fatto a sospendere la democrazia se in questo paese non c'è mai stata? questo paese si è sempre riempito la bocca con questa parola ma la verità è che non c'è mai stata la democrazia.Siamo passati da una "Democrazia repressiva"fatta da polizia,manganelli e polvere da sparo,i famosi "Anni dei piombo"ad una "Democrazia drogata"dove lo stato ha permesso la libera circolazione delle droghe leggere e pesanti fra i giovani per reprimerli e farli ubbidire.Per finire abbiamo avuto la "Democrazia televisiva e giornalistica"dove a decidere per noi erano le TV e i Giornali.Quindi per riassumere il concetto quale democrazia è stata sospesa?Questo paese non è fatto per la democrazia sarebbe ora che decidessimo che tipo di dittatura vorremmo,se la dittatura finanziaria oppure una dittatura partitica oppure non lo sò ma smettiamola di chiamarla democrazia! L'ultimo giorno dell'anno e l'inizio di uno nuovo nasce sempre con una speranza(Hope) e la mia speranza è che i Maya non abbiano sbagliato le loro previsioni!

Il mago di natale

By Bicebea:

S'io fossi il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa, in ogni appartamento dalle piastrelle al pavimento,ma non l'albero finto di plastica dipinto,un vero abete, un pino di montagna,con un po' di vento vero impigliato tra i rami,che mandi profumo di resina in tutte le camere,e sui rami i magici frutti:
regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei a far magie per tutte le vie.
In via Nazionale farei crescere un albero di Natale carico di bambole d'ogni qualita',che chiudono gli occhi
e chiamano papa'.Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.La magia è appena cominciata,dobbiamo scegliere il posto all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?Quello degli areoplani lo faccio in via dei Campani.
A San Cosimato l'albero del cioccolato.A via del Tritone un grosso panettone ed in viale Bruno Buozzi tanti maritozzi.In largo di Santa Susanna delle pastarelle con tanta panna.Per i grandi invece ci sarà a via dei Condotti scarpe e cappotti!Tutto questo farei se fossi un mago.Pero' non lo sono che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:Di auguri ne ho tanti,scegliete quelli che volete,prendete tutti quanti.

Il pianeta degli alberi di Natale

Un giorno, un bambino di nome Marco, fini' in una scia di un'astronave e il comandante, appena si accorse di lui, lo fece salire a bordo. Il giorno dopo atterrarono sul "Pianeta degli alberi di Natale", lasciarono Marco, arrabbiato, e gli fecero conoscere un bambino di nome Marcus, che gli avrebbe fatto da guida. Marco noto' degli alberi di Natale e si meraviglio' perche' era ottobre; chiese spiegazioni a Marcus che gli disse che su quel pianeta era sempre Natale. Marcus gli fece vedere molte altre caratteristiche di quel pianeta, ma Marco pensò che erano inutili,.Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno. Ma guardatevi attorno: gli alberi della foresta, illuminati a festa, sono carichi di doni
Crescono sulle siepi i panettoni, i platani del viale sono platani di Natale. Perfino l’ortica, non punge mica, ma tiene su ogni foglia, un campanello d’argento che si dondola al vento. In piazza c’è il mercato dei balocchi. Un mercato coi fiocchi, ad ogni banco lasceresti gli occhi. E non si paga niente, tutto gratis. Osservi, scegli, prendi e te ne vai. Anzi, anzi, il padrone Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai, torni ancora domani, per favore: per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri! Senza vetri, s’intende, così ciascuno prende quello che più gli piace: e non si passa mica alla cassa, perché la cassa non c’è.
Un bel Pianeta davvero Anche se qualcuno insiste A dire che non esiste… Ebbene se non esiste, esisterà:
che differenza fa?
Verso sera andarono in una casa a dormire, ma quando Marco si sveglio' non trovo' piu' il suo amico. Dopo averlo cercato dappertutto lo trovo' e decise di seguirlo; arrivarono al "palazzo del governo" dove Marcus entro' per incontrarsi con altri, mentre Marco, fuori dalla porta, ascoltava i loro discorsi. Decisero di rimandare Marco sulla terra; lui usci' di corsa dal palazzo e ando' all'aeroporto dove, dopo del tempo, incontro' Marcus che era andato a salutarlo. Marco ripenso' a tutte quelle invenzioni del Pianeta e si mise a piangere. Quando si risveglio' si trovo' nel suo letto, pero' capi' che non poteva essere stato un sogno perche' i suoi vestiti profumavano di mughetto: un profumo che ricopriva il "Pianeta degli alberi di Natale".

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